# 5. I modelli organizzativi La mafia siciliana si caratterizza per una rigorosa organizzazione gerarchica, quasi militare. Gli *uomini d’onore*, per così dire i soldati semplici della mafia, sono organizzati in gruppi di dieci e guidati dai *capidecina*. Questi a loro volta dipendono dal *boss*, il capo della famiglia mafiosa, che può essere affiancato da consiglieri e che viene eletto. Più famiglie vicine sono rappresentate da un *capomandamento* che entra a far parte della commissione provinciale dell’organizzazione. A loro volta le commissioni provinciali scelgono i rappresentanti da mandare presso la *cupola*, il vertice dell’organizzazione mafiosa, con competenze sull’intera regione. Anche la ‘ndrangheta ha una struttura gerarchica, con una serie di livelli, chiamati *dote*. La cellula di base è la *‘ndrina*, una organizzazione per lo più familiare che ha il controllo su una porzione limitata di territorio, come un paese o un quartiere. Più ‘ndrine formano una *locale*, una struttura di coordinamento che ha almeno 49 membri, e la cui creazione è stabilita dalla locale di San Luca. Ogni locale è guidata da tre persone: il *capobastone*, che ne è il responsabile; il *contabile*, che si occupa dell'aspetto finanziario, ossia della gestione dei proventi delle attività criminali; il *crimine*, che si occupa delle attività propriamente criminali. La locale a sua volta ha due livelli, la *società minore* e la *società maggiore*, che esiste solo in alcune locali. All'interno di questi livelli esiste una attenta distinzione di ruoli gerarchici, che comprende nella società minore il *picciotto*, il *camorrista* e lo *sgarro*; in quella maggiore vi sono i livelli ulteriori del *santista*, il *vangelo*, il *quartino* e il *padrino*. Ogni livello ha un suo santo protettore e tutta la progressione criminale è scandita da precisi rituali; man mano che si procede verso l’alto si stringono inoltre legami con la massoneria. L’organizzazione della ‘ndrangheta è rappresentata con la figurazione dell’*albero della scienza*, una quercia il cui fusto rappresenta il *capobastone*, i rami i diversi membri, mentre le foglie che cadono sono gli *infami*, coloro che meritano di morire per aver tradito l’organizzazione. La camorra ha invece un modello organizzativo caotico. Esistono una molteplicità di clan, senza ruoli predefiniti e soprattutto senza strutture sovraordinate che siano anche in grado di risolvere i conflitti. Nel mondo camorristico la leadership è dunque esposta maggiormente all’assalto di gruppi emergenti.